Senza editori, senza pubblicità. Per i lettori, con i lettori. Semplicemente giornalismo

Il crowdfunding per sostenere il giornalismo digitale di Valigia Blu

Obiettivo
€15,000.00
9 Giorni Rimanenti
101.33%
€15,199.01
Raccolti
505
Supporters
Scadenza:
Dicembre
15
2016
  • Descrizione
  • Donatori

L’anno scorso abbiamo lanciato la nostra prima campagna di crowdfunding.

Lo abbiamo fatto per un un principio gestionale e allo stesso tempo editoriale: Valigia Blu ha deciso di fare giornalismo senza pubblicità e senza editori, per i lettori e con i lettori. E per lettori ci riferiamo a ciò che Jay Rosen definisce “quelli che una volta erano audience”, ma che ora hanno una parte sempre più attiva e reattiva all’interno del ciclo informativo. Ci eravamo posti un obiettivo di 10.000 euro, raggiunto e superato (in 15 giorni) grazie al contributo di 485 donatori.

Il nostro lavoro si basa sull’idea che in questa affascinante e per certi versi spaventosa rivoluzione dell’era digitale, il giornalismo non sia più una lezione calata dall’alto, ma una conversazione. Al centro ci sono le persone, che vivono gli ambienti digitali e che possono contribuire, arricchendolo e migliorandolo, al processo informativo.

Mai come oggi abbiamo una così sterminata quantità di informazione a disposizione. Il rischio però è che il rumore prenda il sopravvento. Il rischio è che avere più informazione possa in qualche modo renderci – paradossalmente – meno informati.

Il cuore delle nostre attività consiste proprio in questo: cercare di creare senso dove c’è rumore, attivarsi solo quando è necessario, non inseguire il traffico online, ma farsi dettare la linea esclusivamente dalla voglia di curare i contenuti e la community che in questi anni si è formata intorno a Valigia Blu, condividendone valori ed esigenze informative. Andare piano, approfondire, cercare di capire e di offrire le informazioni in modo chiaro, divulgativo, innovativo, aperto. Consapevoli che il giornalismo influenza la qualità delle nostre vite, i nostri pensieri, la nostra cultura, il nostro stare insieme.

Il profitto non è il motivo per cui siamo qui. Indipendenza, cura dei temi trattati (che escludono intrattenimento e sensazionalismo), etica sono alla base della nostra attività. Ci affidiamo perciò alla comunità di lettori anche per la sostenibilità del nostro progetto.

Ecco perché ogni anno lanciamo il crowdfunding, un modo per chiedere a chi ci segue e trova utile il lavoro che facciamo di sostenerci. Un modo per essere valutati, per non dare mai nulla per scontato, per permettere ai nostri “più che lettori” di donarci la loro fiducia, o di togliercela se non soddisfatti.

Per questo (e come promesso) qualche settimana fa abbiamo chiesto ai lettori di darci la loro opinione sulle nostre attività. Uno scambio fondamentale per capire cosa e come possiamo migliorare. Grazie alle vostre risposte stiamo anche progettando nuove modalità di approfondimento.

In questo anno, proprio grazie alla raccolta di fondi, abbiamo aumentato la nostra produzione, sia sui social che sul sito. Abbiamo sperimentato i video nativi e altri formati, usato Medium per alcuni approfondimenti tematici, lanciato diverse iniziative partecipative, aperte a tutti.

Cosa facciamo, cosa faremo

Nel 2001 Bill Kovach e Tom Rosentiel, due tra i maggior studiosi di giornalismo, hanno pubblicato un testo fondamentale “Elementi di giornalismo” (ultima versione aggiornata al 2014), basato su alcuni principi che condividiamo.

1) Verità: Il primo dovere del giornalismo è la verità.
2) Lealtà: Il suo primo obbligo di lealtà è verso i cittadini.
3) Verifica: La sua essenza è la disciplina della verifica.
4) Indipendenza: Chi lo pratica deve essere indipendente da coloro su cui informa.
5) Controllo del potere: Deve esercitare un controllo del potere.
6) Critica: Deve fornire un foro per la critica e il commento pubblico.
7) Deve sforzarsi di rendere ciò che è importante, interessante e rilevante.
8) Deve presentare le notizie in modo che siano esaustive e proporzionali.
9) Chi lo pratica ha l’obbligo di esercitarlo secondo coscienza.
10) I cittadini hanno allo stesso tempo diritti e responsabilità, ancor di più se diventano produttori essi stessi.

Alla base della nostra idea di giornalismo ci sono questi elementi: un giornalismo che crei senso basato su sintesi, verifica, indipendenza, rigore, trasparenza, collaborazione. Giornalismo inteso come servizio pubblico che possa migliorare le vite delle persone. Le tecnologie sono una grande opportunità per questo tipo di impegno, che consideriamo e viviamo appunto come una sorta di attivismo digitale.

Il cuore delle nostre attività è la pagina Facebook di Valigia Blu, che consideriamo la nostra home page. Lì è dove aggreghiamo contenuti, partecipiamo alle discussioni, proponiamo i nostri lavori.

In questo anno abbiamo aumentato le nostre attività e collaborazioni (retribuite) attraverso approfondimenti tematici sul nostro sitoaggregazione di contenuti sulla pagina Facebook, articoli di selezione, aggregazione e fact checking su Medium, realizzazione di piattaforme partecipative con storie segnalate dai lettori (migrantiunioni civili e referendum costituzionale), approfondimenti in formato long formvideo nativi su Facebook e Twitter, card e infografichequiz a risposta multipla, newsletter settimanale.

Il crowdfunding del 2016 ci permetterà di potenziare ancora di più queste attività, anche in termini di periodicità di pubblicazione (una richiesta, questa, emersa dal questionario che abbiamo sottoposto ai lettori nelle ultime settimane).

Ci apriremo ancora di più alle collaborazioni e alle proposte esterne. Abbiamo attivato anche la voce “Partecipa” per organizzare e gestire in modo più sistematico le proposte che ci arrivano e per coinvolgere maggiormente chi ci segue nel processo produttivo. Alla fine dei nostri lavori trovate anche la voce “Segnala un errore”: attraverso il vostro feedback possiamo correggere i nostri eventuali errori, migliorando così assieme quello che facciamo.

Lavoreremo a un taglio più orientato al solutions journalism, un giornalismo che possa anche proporre soluzioni rispetto a specifiche tematiche. Per offrire spunti e proposte convincenti e rigorose sulla base di dati, di ricerche (anche comparative), di esperienze di esperti e persone comuni.

Il nostro vuole essere un contributo all’ecosistema informativo. Ci sta a cuore l’ecologia dell’informazione. Pensiamo che i social siano cruciali per questo. Ed è qui che come cittadini prendiamo consapevolezza del nostro ruolo e delle nostre responsabilità. I social ci hanno dato un potere inaspettato, sta a noi gestirlo nel migliore dei modi. Siamo perfettamente consapevoli di essere “piccoli”, ma crediamo nella favola del piccolo Colibrì e sentiamo di voler fare la nostra parte.

Proprio per questo uno dei nostri ultimi post è dedicato a quello che ognuno di noi può fare per migliorare l’ambiente digitale in cui viviamo.

La favola del piccolo Colibrì

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all’avanzare delle fiamme tutti gli animali scapparono terrorizzati, mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà. Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l’incendio stava per arrivare anche lì.

Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento. Il colibrì però non si perse d’animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d’acqua che lasciava cadere sulle fiamme.

La cosa non passò inosservata e a un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: “Cosa stai facendo?”. L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”.  Il leone si mise a ridere: “Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?” e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l’uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un’altra goccia d’acqua.

A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e dopo aver aspirato quanta più acqua possibile la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco. Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d’acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.

Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d’animale si prodigarono insieme per spegnere l’incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume.

Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il cucciolo del leone e dell’antilope, quello della scimmia e del leopardo, quello dell’aquila dal collo bianco e della lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco. A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono a dar manforte ai loro figli. Con l’arrivo di forze fresche, bene organizzate dal re leone, quando le ombre della sera calarono sulla savana, l’incendio poteva dirsi ormai domato.

Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco.

Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: “Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che insieme si può spegnere un grande incendio. D’ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore…”

NOTA BENE: per le ricompense (kindle, chromecast, tazza) è necessario lasciare al momento della donazione anche il proprio indirizzo per la spedizione. per gli ebook è necessario lasciare la proprio email per ricevere il codice per il download. Tutte le ricompense saranno spedite (incluse gli ebook via mail) a partire dalla chiusura del crowdfunding (15 dicembre 2016).

 

  • silvia savazzi
    06-12-2016 14:20:01
  • Silvia Bernabo
    06-12-2016 14:03:42
  • Anonimo
    06-12-2016 12:08:37
  • Evelina Massanova
    06-12-2016 12:07:55
  • GUIDO CAGNONI
    06-12-2016 12:03:17
  • Valerio Bassan
    06-12-2016 11:57:37
  • Leandro Cascone
    06-12-2016 11:52:02
  • Andrea Iannuzzi
    06-12-2016 11:26:31
  • Laura F.
    06-12-2016 11:26:28
  • Rosa Savani
    06-12-2016 11:25:33